Teologo rivela: “L’inferno è come una puntata infinita di Made in Sud”

Verona (Principato di Zaia) – Non si spengono ancora le voci del Congresso delle Famiglie appena terminato a Verona nello scorso fine settimana. L’organizzatore della manifestazione Massimo Gandolfini, odiato dalla sua stessa famiglia come qualsiasi bigotto fermo con le idee al 400 avanti Cristo, ha cercato in qualche modo di bloccare questa assurda idea della fornicazione eccessiva e alternativa invitando al convegno un teologo vaticanista ecocattoecumenico parzialmente scremato, il Prof. Enrico Maria Cunnilingus.

Il Prof. Cunnilingus ha preso la parola durante l’incontro “Centoeuno milioni di metodi per far incazzare Dio”, organizzato dalla Curia veneta, dal circolo “Caccia e Pesca dell’immigrato”, e dallo stesso Gandolfini che ha entusiasmato tutti presentando durante il convegno anche una nuova qualità di cilicio ecocompatibile.

Cunnilingus, che ha passato tutta la sua vita a studiare i testi sacri, ha subito specificato la sua idea religiosa: “Io non sono un timorato di Dio, diciamo che mi fa un po’ paura. Ma penso che in un incontro di wrestling potrei uscirne vincitore, considerando che l’ultimo suo scontro risale alla notte dei tempi, quando sconfisse Lucifero con un doppio suplex e una RKO finale. Da quel momento si è un po’ appesantito e quindi potrei sconfiggerlo senza particolari patemi”.

Leggendo attentamente i vari vangeli, compresi quelli apocrifi, e prendendo in considerazione soprattutto il Vangelo secondo Falcao, ho individuato una rappresentazione dell’inferno che Dante se la sogna. Molto probabilmente l’Alighieri il suo Inferno se l’è sognato veramente dopo un trip pazzesco, ma questa visione farebbe spavento sia a lui, sia a Virgilio, e persino alla suocera di Satana che è l’unica che riesce ad impensierire il Signore Oscuro: in pratica l’inferno è una puntata di Made in Sud infinita”.

Un brivido ha percorso tutta la platea del convegno intenta a farsi i cazzi suoi fino a quel punto. Il panico si è scatenato tra la folla che ha iniziato a inginocchiarsi chiedendo perdono a Dio, a Buddha o a Spongebob, mentre monsignori in cerca di redenzione hanno cercato di spiegare che quegli incontri con i chierichetti in sacrestia erano soltanto delle “eucarestie eleganti”. Da un altro lato medici obiettori di coscienza, che si scambiavano feti di plastica come carte Pokemon, si sono redenti in un solo istante giurando di dedicare la loro vita a rovinare quella degli altri, quindi a proseguire come già stavano facendo. Un momento di isteria generale che ha causato non pochi strascichi: qualcuno ha anche cancellato Grindr dal proprio cellulare per iniziare la propria redenzione salvo riscaricarlo qualche minuto dopo alla vista di un bel giovanotto trentenne in maglietta bianca attillata.

Non abbiate paura – ha ripreso la parola Cunnilingus – dato che non siete ancora morti. Ma sappiate che appena trapasserete ci saranno ad aspettarvi gli Arteteca e i loro sketch sempre perennemente uguali l’uno all’altro, così uguali che ormai il pubblico li anticipa ridendo due secondi prima, ma solo per gentilezza. E se pensate che già questa sia una punizione eccessiva, non avete ancora sentito nulla. Da un lato troverete Paolo Caiazzo, che non aggiorna il repertorio dalla sua prima apparizione in una televisione locale nel lontano 1958, e Matranga e Minafò che cercheranno per l’eternità di uscire dalla macchietta dei due siciliani mangiando cannoli e ripetendo ‘Minchia’ ogni cinque secondi per cercare di strappare un applauso al pubblico nordista (essendo lo show ambientato a Napoli). E poi – ha concluso Cunnilingus – ci sarà Gigi D’Alessio come conduttore che intervallerà la sua non capacità di essere un conduttore al suo repertorio musicale. Stefano De Martino ballerà su ogni musica gli stessi identici passi e Enzo Fischietti ripeterà per tutta l’eternità che è in quel programma a farsi vessare dal mondo intero perché lo stipendio fisso è meglio che fare le sagre di paese, a meno che non sei Salvini e hai bisogno di voti, in quel caso te le fai tutte, da quelle del maialino nero casertano a quelle del burger vegano di soia”.

Il malessere, che già si era diffuso tra la folla dopo le prime parole del Professore, si è acuito con le sue spiegazioni provocando tra le persone al congresso una nuova impennata delle vocazioni, una forte attitudine alla beneficenza, e una decisa benevolenza nei confronti del diverso, a meno che non si stia parlando di immigrati, persone di colore, gay o poveri.

Il Professor Cunnilingus, dopo aver distrutto la percezione della realtà alle persone in sala, ha poi dato la parola al primo esponente del Buddismo mondiale, il Dalai Lama, che era stato attirato al congresso con l’inganno (gli avevano garantito un centinaio di immacolati per il suo esercito segreto), il quale ha subito voluto dare la sua versione dell’inferno.

Secondo le nostre scritture – ha affermato – se per caso non riesci a reincarnarti in un pornoattore e vivere felice per l’eternità, il tuo destino è in un luogo abbastanza simile a quello che ha poc’anzi spiegato il Professore ma con la presenza anche dei comici di Colorado ma senza Belen. Che pure io che sono un buddista convinto, seguace della non violenza, aperto al dialogo con chiunque, quando vedo la faccia di Paolo Ruffini mi viene una voglia di menargli che non avete idea. Che si sa che i toscani, con quella c aspirata e quel senso dell’umorismo da quattro soldi, hanno devastato questo Paese”.

E forse il Dalai Lama non ha poi tutti i torti.

Davide Paolino

Fonte: Teologo rivela: “L’inferno è come una puntata infinita di Made in Sud” sul magazine satirico Lercio.it