Salvini propone di appendere nelle aule scolastiche un tortellino tradizionale

Bologna (Dai fianchi un po’ molli) – Non si placa la bufera nel capoluogo emiliano dopo l’annuncio da parte della curia della distribuzione di tre tortellini ripieni di blasfema carne di pollo al posto di quella ortodossa di maiale. L’niziativa, in vista della festa di San Petronio, ha lo scopo di andare incontro anche a coloro che non mangiano carne suina, ovvero musulmani, ebrei e cannibali che non si cibano di leghisti.
Proprio la candidata del Carroccio per le regionali, Lucia Borgonzoni, ha attaccato l’iniziativa dichiarando: “Snaturano anche i tortellini, pur di ammiccare all’Islam“, poi è tornata a disegnare una cartina dell’Emilia Romagna e delle regioni a essa confinanti, ovvero il Trentino, il Mozambico, Andorra e il Regno di Oz.

Vani i tentativi di far notare che la vera ricetta tradizionale del tortellino non conteneva nemmeno l’ombra di carne di maiale, come rilevava, infatti, Franco Leonardi, celebre chef di Caterina II di Russia (una terra che Salvini dovrebbe conoscere) che riportava: Pestate nel mortajo del petto di pollo arrosto, aggiungetemi midollo di manzo ben pulito, parmigiano grattato, un pezzetto di butirro, sale, noce moscata, cannella fina, e due rossi d’uova crudi”.
Teniamo conto anche del fatto che stiamo parlando del 1700, cioè di un’epoca che un leghista raggiungerà solo tra qualche secolo.

Intanto nel PD, come prevedibile, emergono già le prime divisioni sul tipo di pollo più adatto al ripieno dell’accoglienza: per Zingaretti, il più meritevole è quello di razza Boffa (“Mi fa ridere la parola!”), Franceschini spinge per quello romagnolo, mentre Orfini opta per quello Denizli di origine turca, in onore della sua gioventù, anche se i suoi compagni di partito pensavano avrebbe puntato su uno di razza nana.

Lo scissionista Matteo Renzi ha comunicato che per lanciare la sua operazione Italia Viva proporrà un tipo di tortellini che rispecchino appieno il suo progetto politico: saranno vuoti.
Sempre nel centro destra, Giorgia Meloni ha già fatto sapere che è pronta a cambiare il nome del suo partito in Tortelli d’Italia e che si batterà perché quelli col ripieno arabo vengano affondati uno ad uno non appeno salgono a galla durante la cottura.

Nel M5S un infervorato Luigi Di Maio lancia un nuovo allarme brandendo una confezione di pasta appena trovata al supermercato: “Posso ancora accettare che in nome dell’integrazione si apra alla possibilità di adottare un ripieno di pollo, ma, io mi chiedo, quale religione, quale culto, quale credenza prevede che il ripieno dei tortellini debba essere di anfibi, di batraci?”. Inutili i tentativi di Crimi e Sibilia di fargli capire che Rana è solo il nome del produttore.

Nel frattempo un sempre impegnatissimo Matteo Salvini, preso com’è a organizzare una protesta contro chi ha fatto cadere il governo giallo-verde (un tale Matteo Salvini), a inveire contro chi non avrebbe vigilato sullo sbarco dello scorso giugno di tre immigrati accusati di violenze (un certo Matteo Salvini) e a minacciare rappresaglie verso quelli che hanno varato una legge che permette a una ex brigatista di ricevere il Reddito di Cittadinanza (tra gli artefici risulta pure un Matteo Salvini), ha trovato appena il tempo di suggerire una risposta adeguata alla provocazione della curia: “Mostreremo all’Islam ormai penetrato nella chiesa cattolica che i simboli dell’Occidente non verranno intaccati e godranno sempre del rispetto che meritano. Per questo suggerisco che in tutte le aule scolastiche venga tolto il crocifisso, che rappresenta un uomo magro che evidentemente non apprezza la ricchezza della nostra cucina, e al suo posto sia appeso un tortellino preparato secondo la vera tradizione bolognese, anche se io preferisco i più caratteristici spaghetti”.

Il leader leghista ha comunque voluto ringraziare privatamente l’arcidiocesi di Bologna per essere stata così cortese da aver fornito l’ennesimo pretesto per buttarla in caciara, in modo distogliere media ed elettori dalle nuove rivelazioni sulle presunte tangenti alla Lega da Mosca, non senza chiudere con il consueto: “E comunque Bibbiano!” .

La vicenda sembra ancora ben lontana dall’avere fine: in diverse mense scolastiche e ospedaliere, bambini e pazienti, non solo musulmani, si sono ritrovati con dei crocifissi nella minestra al posto delle tradizionali stelline da brodo.

Augusto Rasori

Fonte: Salvini propone di appendere nelle aule scolastiche un tortellino tradizionale sul magazine satirico Lercio.it