Ordina una pizza senza chiedere il permesso a Di Maio: nei guai il Premier Conte

Roma (©Casaleggio Associati) – “Sono state ore concitate, tutto il Paese era all’oscuro ma sappiamo di aver rischiato grosso: la crisi di governo era a un passo“, sono queste le parole di un corazziere intervistato dopo la fine del suo turno di lavoro e che ci tiene a rimanere anonimo, nella sua casa a Via Almirante 88, già Via Erich Priebke, già Via Adolf Hitler – statista.

“Il premier Conte era a telefono con Macron, cercava di trovare il perfetto modo per dirgli ‘mangiaranocchie a tradimento’ in maniera elegante ma non ci riusciva. Dall’altro lato Macron non capiva se Conte era un tizio vero o una telefonata scherzo da parte di qualche ragazzino. Macron non sapeva assolutamente chi fosse Conte, come tutti gli italiani insomma“, spiega il tutore della legge.

Poi è successo il fattaccio“, continua, “dopo aver concluso la chiamata ed aver scongiurato il rischio che venisse eliminato il summit di Parigi, Conte ha fatto il numero di telefono della sua pizzeria preferita e ha ordinato una quattro stagioni. Il titolare, dopo avergli comunque fatto capire che non esistono più le mezze stagioni e che quando si ha sete non c’è niente di meglio di un buon bicchiere d’acqua, ha messo subito in consegna la pizza, dopo dieci minuti era calda fumante in Quirinale. Ma lì sono iniziati i problemi“.

Una telefonata è arrivata al cellulare del Premier: un allarmatissimo Luigi “Oscar” Di Maio. “Era incazzato nero, Conte si era permesso di fare qualcosa senza prima avvisarlo o farsi scrivere un copione prima, o indossare l’auricolare di Ambra. Inoltre ha acquistato una pizza napoletana in un posto con un pizzaiolo di Bolzano, e questo per Di Maio è un’offesa grave. Ha minacciato di far cadere il governo, di non farsi mettere più i piedi in testa da Salvini, di recuperare l’uso della parola in pubblico, e persino di fare un gesto estremo: una donazione ad una ONG che salva i migranti in mare. Una cosa incredibile“, confessa il corazziere.

“Conte era sconvolto“, spiega il giovane, “aveva anche cercato di tranquillizzare Di Maio sull’effettiva bontà del titolare della famosa pizzeria ‘Mister Honestò’, e gli aveva anche assicurato che in vent’anni che lo conosceva non gli aveva mai visto effettuare uno scontrino – almeno era più coerente di Di Maio che cambia idea ogni due giorni – ma niente, Gigi era arrabbiatissimo e minacciava di far crollare tutto il castello del nuovo governo“.

Un brillante Matteo Salvini ha poi salvato la situazione, come ci spiega lo stesso corazziere: “Ha chiamato Di Maio e lo ha convinto a chiedere scusa a Conte e a concedergli almeno l’uso delle sue cavità in orario di lavoro. E’ stata una concessione che però il Premier ha dovuto pagare a caro prezzo visto che ora Di Maio può mettere parola sulla disposizione dei suoi mobili in casa e sull’allenamento da fare in palestra. Così almeno Gigi è contento e può tornare anche lui a farsi comandare da Salvini“.

Insomma, una giornata che poteva causare una nuova brutta pagina per il nostro Paese ma che si è risolta nel peggiore dei modi: con la permanenza di questo governo.

Davide Paolino & Ivan Badolato

Fonte: Ordina una pizza senza chiedere il permesso a Di Maio: nei guai il Premier Conte sul magazine satirico Lercio.it