Doping, giavellottista russo escluso da Tokyo2020 non si arrende: “Gareggerò da qui!”

Mosca – È pesantissima la sanzione che la Wada ha comminato nei giorni scorsi alla Russia. Come se non bastasse la frequente presenza sul proprio territorio di Al Bano e Toto Cutugno, la Russia è stata estromessa per quattro anni da tutte le competizioni sportive internazionali. L’accusa è pesantissima: manomissione dei dati di laboratorio al fine di occultare numerosi casi di doping. Spiega il presidente della Wada: “Il fatto che la federazione russa ci abbia fatto consegnare i dati a mano da un loro maratoneta che ha percorso a piedi la distanza tra Mosca e Losanna in 3 ore e 42 minuti ci ha tolto gli ultimi dubbi che avevamo“.

Nelle maglie della squalifica è incappato anche Serghej Steroidej, campione russo di lancio del giavellotto, diventato pupillo di Putin dopo aver combattuto in Cecenia armato solo di una lancia. Da tempo aleggiavano sospetti sul possibile uso di sostanze dopanti da parte di Steroidej, a partire dal fatto che il suo bicipite destro è talmente grosso che si allena in uno stadio a parte. L’atleta poi era già stato squalificato in passato, ma era talmente dopato che era riuscito a scontare la squalifica di due anni in soli sei mesi. Inoltre si insinua che il disastro del volo Malaysia Airlines, precipitato in Ucraina nel 2014, sia stato causato da un suo lancio maldestro.

Steroidej, da parte sua, respinge ogni accusa e attribuisce lo straordinario sviluppo del suo braccio destro a una costante e instancabile attività di autoerotismo, messa in atto fin dall’infanzia. A dimostrazione di ciò, l’atleta ha convocato una conferenza stampa nella quale ha cacciato fuori il pene e invitato i giornalisti presenti a notare quanto fosse consunto e liso.

Alla notizia della squalifica del suo Paese dalle prossime olimpiadi di Tokyo, Steroidej non si è comunque perso d’animo e ha promesso un’iniziativa clamorosa: “Se non posso andare a Tokyo per le olimpiadi del 2020 non fa niente, vuol dire che gareggerò da qui!” Davanti agli increduli giornalisti ha quindi aperto la finestra e ha scagliato il giavellotto in direzione sud-est, chiedendo ai presenti di aspettare qualche istante. Tre minuti dopo, in effetti, si è avuta notizia che un misterioso oggetto a punta stava sorvolando lo spazio aereo cinese. Cinque minuti dopo, il giavellotto di Steroidej si è piantato nell’erba dello Stadio Nazionale di Tokyo, realizzando la misura incredibile di 7.479 km e stabilendo il nuovo record della Via Lattea. “E questa è solo una dimostrazione – ha chiosato l’atleta – vederete alle olimpiadi, quando lancerò il giavellotto senza masturbarmi allo stesso tempo“.

Eddie Settembrini

Fonte: Doping, giavellottista russo escluso da Tokyo2020 non si arrende: “Gareggerò da qui!” sul magazine satirico Lercio.it