COSPLAY – Arriva la tassa per chi si Traveste – Multe per i trasgressori

Dal 2015 obbligatorio pagamento bollettino Copyright per travestirsi.

COSPLAY – Arriva la tassa per chi si Traveste – Multe per i trasgressori

Wikipedia: Cosplay (コスプレ kosupure?)[1] è un termine della lingua giapponese che indica la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire.

Questa usanza, sempre più diffusa anche nel nostro territorio, coinvolge ragazzi e persone di tutte le età, costituendo l’attrazione e motivazione principale per partecipare a manifestazioni come la recente Lucca Comics.

Insomma un hobby che permette di ricoprire i panni del proprio eroe preferito, a costo irrisorio, poco impegno e tanto divertimento.

Una parte significativa per i cosplay sono le brevi esibizioni, in cui i cosplayer recitano la parte del personaggio di cui indossano il costume, re-interpretando fedelmente determinati passaggi del film, fumetto o serie TV da cui il personaggio è stato tratto.

Il fenomeno è finito quindi sotto i riflettori del fisco. Infatti, viene definita violazione del copyright la riproduzione, anche parziale e non autorizzata, di un contenuto tutelato dalle norme sul diritto d’autore.

Secondo indiscrezioni, il Governo avrebbe ricevuto pressioni soprattutto dall’ambasciata giapponese a seguito di diverse segnalazioni da parte di multinazionali nipponiche che detengono i diritti di sfruttamento e relativi marchi di opere quali fumetti o serie tv di animazione. Infatti, in Giappone era già previsto da tempo il pagamento di una tassa per essere autorizzati a vestirsi come i personaggi dell’universo manga o hentai.

Dal 2015, con l’attuazione della Direttiva Ministeriale 5678/014, recante “Disposizioni riguardo la tutela di opere sottoposte a diritto d’autore e i relativi diritti di sfruttamento d’immagine, applicabili anche al costume del personaggio di fantasia legato all’etichetta multimediale” bisognerà versare una tassa variabile sotto forma di bollettino postale / versamento su cc, per essere autorizzati a vestire i panni del proprio eroe preferito. Nella cifra sarà compresa un’assicurazione per infortuni o danni a terzi di durata temporale, essendo il cosplay un’attività che prevede il dispendio di grandi energie psico-fisiche e rischiosa per la salute del soggetto (che potrebbe provocare anche danni a persone o cose), durante la simulazione di mosse o acrobazie tipiche del personaggio interpretato.

La riscossione e le relative pratiche insolute verranno affidate alla società SIAE, già operante sul territorio per la tutela di opere coperte da diritto d’autore.

A seconda del tempo trascorso con addosso l’abito o il costume, sarà previsto un tariffario che partirà da € 55,00 per 3 ore di sfoggio in pubblico del travestimento nei luoghi pubblici, comprendente anche manifestazioni svolte in locali chiusi quali sale feste o eventi in genere dove è consigliata la presenza in maschera.

Saranno esentati coloro che proveranno gli abiti di scena nelle proprie abitazioni, a patto che non ne vengano diffuse immagini o video anche parziali sui social network o mass-media.

Insomma, a partire dal 2015, il pagamento della tassa coinvolgerà anche le manifestazioni legate al Carnevale ed Halloween, nelle quali verrà verificato il pagamento del suddetto bollettino e il rispetto dell’orario prestabilito, con l’ausilio di agenti di controllo SIAE presenti su tutto il territorio.

Chiunque non rispetterà tali obblighi sarà passibile di una multa a partire da € 267,00 fino a € 3678,00 in base al grado di popolarità del personaggio interpretato.

Ilenia Tripidosi – Vice Capo Redattore

Fonte: COSPLAY – Arriva la tassa per chi si Traveste – Multe per i trasgressori sul Corriere del Mattino